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Tra Noepoli e Cerzosimo, nell’arsa vallata del fiume Sarmento, vive negli anni fatati della scuola elementare e della sua prima formazione. Compie gli studi superiori tra il Ginnasio di Potenza ed il Liceo di Castrovillari: fiorente cittadina della Calabria. Gli studi, l’alone di poesia e romanticismo della mitologia classica, formano il carattere, i gusti e la sensibilità del giovane lucano che non si distaccherà mai più, per tutto il corso della sua vita dallo spirito classico - ellenistico. Il ciclo di studi si chiude a Bari nel 1954 con il conseguimento della Laurea in Giurisprudenza e tesi con relatore il già Onorevole Aldo Moro. La carriera professionale inizia con l’avvocatura presso le Preture di Noepoli e Chiaromonte. Il senso di umanità e di onestà profondamente radicati nel suo animo, non possono che contrastare con le necessità tecniche della pratica forense. Nel 1957 consegue l’abilitazione magistrale che negli anni a venire gli servirà per entrare in quel mondo da lui tanto sognato. Nello stesso anno vince il concorso nazionale per l’abilitazione alla professione di segretario comunale. La giurisprudenza e il suo esercizio nelle amministrazioni comunali, segneranno n modo indelebile gli eventi futuri di tutta la sua vita. Da Teana, comune del suo primo incarico, svolgerà la professione in diversi altri comuni della provincia del capoluogo lucano. La possibilità di realizzarsi professionalmente in sintonia con la propria indole spirituale e morale, si scontra sin da subito con le realtà sociali e culturali di ambienti difficili. Ambienti dove viltà ed altre congenite povertà umane fanno da sfondo alle dialettiche politiche ottuse e violente delle pubbliche amministrazioni. Il conflitto e l’impossibilità di poter conciliare mondi ed esigenze in contrapposizione tra loro sia dal punto di vista culturale che umano, finiscono con creare solchi sempre più profondi e tali da impedire quell’agire che oltrepassa i muri creati dall’ignoranza, e che serve all’uomo per difendere la vita stessa senza venire meno ai propri principi. L’amore per la letteratura e la dedizione assoluta ed in ogni campo ai principi profondi dell’onestà intellettuale e la famiglia, riescono solo in parte a rimarginare un anima ferita. Partecipa come collaboratore a più riviste edite in Basilicata, Campania e Calabria.
Viene premiato con I° premio medagl. d’Oro –Sezione Narrativa- del Concorso Nazionale "l’Ecologia, l’Ambiente e la Natura" a Fisciano (SA) nel 1993. La pensione arriva anzitempo nel 1987 e pone fine all’inquietudine che tormenta senza sosta. In soccorso sempre il mondo classico – ellenistico che con i suoi miti e le sue favole riesce, anche se per poco e con un abbraccio consolante, a confortare l’uomo che, consapevole dell’angoscia profonda del vivere, non riesce a percepire che la vita può racchiudere un qualche senso di salvezza. Muore immerso nei suoi sogni e nei suoi libri, a Pavia il 22/3/95.
DEDICA A zio Salvatore con nostalgico affetto Da alcuni anni (dall’epoca dei miei studi universitari) ho goduto delle conversazioni con Te; sia intorno ai grandi temi che caratterizzano la nostra vita collettiva, sia intorno alle vicende più strettamente soggettive e personali. ZIO SALVATORE, giurista, collega, cultore del diritto in quanto cultore dell’uomo, Uomo schivo, caratterizzato da uno straordinario pudore e da una eccezionale umanità. Non hai sospirato al passato e non ti sei acconciato al presente. Nell’onestà e con lealtà, speranzoso, hai sempre combattuto per l’avvenire. Una diga incrollabile di valori e di credo, ma tanto rispetto per la democratica civiltà del dubbio e del diverso. Sono felice di poter portare il cuore alle labbra ed esprimere ammirazione e dolcezza all’UOMO ed allo Zio che si onora. Forse, come me, incatenato dalla razionalità, non hai avuto il dono della fede incondizionata, lo scrivo con umiltà e tristezza, ma hai saputo sino all’ultima ora , mantenere ed infondere la coraggiosa fermezza e trasparenza dei grandi. ZIO SALVATORE, a Te, un ultimo motivo, un ringraziamento per la serenità che ogni volta, mi hai regalato con il tuo sguardo, disteso da un sorriso, sempre musicale. Rino Lavitola
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