Accesso al Massiccio del Pollino:
Terranova di Pollino centro km. 19.70
S. Severino Lucano km. 38.80
Da recenti scavi, sono emersi numerosi reperti
che evidenziano i resti di un abitato risalente al VII sec. a.C.
E' il paese più antico della Val Sarmento; formatosi sotto i
Longobardi, Bizantini e Normanni.
L'abitato è adagiato su un'altura dalla Val Sarmento e il sito urbano si
sviluppa in due unità distinte: nella parte alta trova collocazione il nucleo
del castello feudale del XV secolo, mentre ai piedi vi è il borgo chiamato "casale".
Il territorio circostante è molto suggestivo per l'erosione di alcune creste
che danno origine ad un paesaggio lunare. Dal punto di vita artistico,
d'interessante vi è il Palazzo Signorile del sec. XVII, la Chiesa
parrocchiale della Visitazione della Beata Vergine Maria con affresco,
la Cappella del Rosario costruita nel 1500 contenente un
crocifisso ligneo e la Cappella della Madonna di Costantinopoli
di costruzione bizantina.

JACUVIELLO

Coperchio
di un sarcofago, per tutti i noiesi "Jacuviello".

CURIOSITA’
Sulla sommità del colle, a quasi 700 metri di quota, in una posizione in cui
si domina la vallata tagliata dal Sarmento, la vecchia Noja pensa al suo
passato, quando ebbe tanta importanza soprattutto nel secondo cinquantennio del
1400 per non aver partecipato alla rivolta contro il re di Napoli, Ladislao,
promossa do Vincislao della Contea di Chiaromonte di cui il Feudo di Noja faceva
part. Per questa loro fedeltà il re concesse dei grossi benefici ai Nojesi:
furono esentati dal pagare le tasse, non furono obbligati a contribuire alla
costruzione del castello di cui rimane il barbacane, poterono vivere in
mollezza, tanto che in quel periodo, che purtroppo durò poco assunse
pomposamente la denominazione di Stato di Noja. Vi fu stizza e invidia da parte
delle altre comunità del comprensorio per questi vantaggi. Nei secoli
successivi, Noja ha continuato a essere meta delle comunità del Sarmento: San
Giorgio Lucano, Cersosimo, San Paolo e San Costantino Albanese, e Terranova di
Pollino. A Noepoli, infatti, ci si recava per questioni di giustizia, per la
stipula di atti notarili, per il disbrigo delle pratiche tributarie.
Il Comune era sede di mandamento. La spoliazione degli uffici si è
completata di recente con la soppressione della Pretura. Da allora il lento,
inesorabile calo demografico che preoccupa non poco. Oggi Noepoli sulla carta ha
una popolazione di 1100 abitanti, ma realmente sono molti di meno.

IL CRISTO DEL CALORIO
Edicola con bassorilievo raffigurante "Il Crocifisso"
Situata nella Contrada Calorio nei pressi della casa rurale di proprietà del
Sig. Giuseppe Panzardi
Relazione storico-artistica (SOPRAINTENDENZA PER I BENI ARTISTICI E STORICI)
L’edicola con bassorilievo raffigurante "Il Crocifisso",
posizionata sull’angolo del prospetto principale dell’edificio rurale,
presenta soluzioni architettoniche di grande interesse.
Appoggiata su un parallelepipedo di conci in pietra locale, all’interno del
quale è stata ricavata una nicchia che presenta, sui lati esterni del
prospetto, due colonnine.
Una grande gradonata è posta frontalmente alla base del tempietto.
Ignoto lo scultore, certamente di ambito lucano, che ha eseguito il
bassorilievo del "Cristo Crocifisso" seguendo la tradizionale
impostazione iconografica. Ai piedi del Cristo è collocato il teschio di Adamo.
La scultura, di incerta datazione, è tuttavia riferibile a modelli
ampiamente diffusi nella prima metà del XV secolo.
Precario si presenta lo stato di conservazione dell’edicola; infatti la
colonnina del lato destro è irreparabilmente danneggiata, come pure la parte
alta del tempietto presenta cedimenti dei conci di pietra e la caduta di una
parte delle mattonelle in cotto che fungono da cornice del timpano.

La "Traglia"

Costumi

Contadini